Giustizia sociale e diritti umani: avere il CORAGGIO

Il 28 agosto 1963, davanti al Lincoln Memorial di Wahington, durante la marcia per i diritti civili, Martin Luther King tenne il suo famoso discorso, “I have a dream“, il quale divenne ben presto un inno alla lotta contro il razzismo negli Stati Uniti, ma non solo.

Un giorno la paura bussò alla porta. Il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno

Martin Luther King

Cinquatasei anni dopo, il 10 aprile 2019, Alaa Salah, studentessa ventiduenne sudanese, ebbe il coraggio di salire sul tetto di una macchina a Khartoum, capitale del Sudan, e guidare la rivolta dei ragazzi contro il dittatore Bashir, esortando al cambiamento nel Paese.

il 10 aprile 2019, Alaa Salah salì sul tetto di una macchina a Khartoum, capitale del Sudan

I proiettili non uccidono. Ciò che uccide è il silenzio delle persone

Alaa Salah

Questa frase divenne ben presto una delle frasi simbolo di tutti coloro che, come lei, ogni giorno hanno il coraggio di schierarsi dalla parte dei diritti umani, sfidando ogni forma di discriminazione.

 

Campagna #Coraggio Amnesty International

Il coraggio di testimoniare e di denunciare, come Daphne Caruana Galizia, giornalista investigativa maltese, morta in un attentato il 16 ottobre 2017, per aver avuto denunciato la corruzione nel proprio Paese.

Il coraggio di difendere l’ambiente, come Clovis Razafimalala, incarcerato per 10 mesi per aver sfidato coloro che stavano lucrando sulla vendita illegale del legno di palissandro, un albero in via d’estinzione.

Il coraggio di schierarsi dalla parte di chi difende i diritti umani, come Ales Bialiatski, attivista bielorusso, che trascorse 1052 giorni rinchiuso in una cella per i propri ideali.

Il coraggio di lottare contro lo sfruttamento minorile, come Iqbal Masih, attivista pakistano, assassinato a soli dodici anni il 16 aprile 1995.

La Dichiarazione delle Nazioni Unite sui difensori dei diritti umani, adottata dall’Assemblea Generale l’8 marzo del 1999, considera difensore dei diritti umani “quella persona che, individualmente o insieme ad altre promuove e/o protegge i diritti e le libertà fondamentali universalmente riconosciute a livello locale, nazionale, regionale o internazionale.”

Tuttavia, avere il coraggio di promuovere e di tutelare i diritti umani significa anche “difendersi da attacchi, rischiare l’esilio, la tortura, la prigione e, in alcuni casi, pagare con la propria vita”.

In base ai dati dell’Organizzazione Front Line Defenders, nel 2019 sono state uccise 304 persone, tra cui il 13% erano donne e il 40% difendeva i diritti della terra, dell’ambiente e dei popoli nativi. Tra questi, i Paesi con più vittime furono la Columbia, le Filippine, il Brasile, il Messico e l’Honduras.

Il 20 febbraio scorso era la Giornata Internazionale della Giustizia Sociale.

Promuovere la giustizia sociale significa sfidare tutti gli ostacoli, le barriere mentali, gli stereotipi e i pregiudizi che limitano, e talvolta impediscono, le libertà, i diritti e l’uguaglianza delle persone.

Secondo una celebre filosofa e accademica statunitense, Martha Nussbaum, una società può ritenersi “giusta”, non perché in essa si realizzi una distribuzione equa della ricchezza, bensì una società in cui le persone vengano poste nelle condizioni di esprimere le proprie “capacità”, attraverso legami sociali, fruttuosi, basati sulla solidarietà.

In questo panorama, che autorizza e legittima l’uso della forza e della violenza contro manifestanti pacifici, diventa sempre più importante e prezioso proteggere tutte quelle donne, bambini e uomini che, per i loro ideali e convinzioni, vengono costantemente attaccati, perseguitati, torturati e uccisi.

Dal 2017, a tutti loro Amnesty International dedica #Coraggio, la campagna promossa in tutto il mondo dalle sue sezioni per chiedere che tutti questi attacchi nei loro confronti finiscano, che venga loro riconosciuto “la legittimità del loro lavoro nella difesa della libertà, uguaglianza e dignità di ogni persona” e che possano essere “sostenuti, al sicuro, insieme alle altre migliaia di persone ispirate ad agire contro l’ingiustizia”.

Peter Benenson, fondatore di Amnesty International, facendo riferimento ad un celebre proverbio cinese, disse:

Meglio accendere una candela che maledire l’oscurità

Quasi sessant’anni dopo, questa frase risulta essere sempre più pregnante di significato e di rilevanza.

Charlotte, attivista del gruppo 028 di Amnesty Brescia

Fonti

Nussbaum M.C (2013). Giustizia sociale e dignità umana. Da individui a persone. Bologna: Il Mulino

https://www.google.com/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=&cad=rja&uact=8&ved=2ahUKEwjanbP3itPvAhUYrqQKHYU4BfIQtwIwAHoECAMQAw&url=https%3A%2F%2Fwww.amnesty.it%2Fcampagne%2Fcoraggio%2F&usg=AOvVaw30pfoVy_xG9MZzZS8mc5rF

https://it.wikipedia.org/wiki/Difensore_dei_diritti_umani

https://www.google.com/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=&cad=rja&uact=8&ved=2ahUKEwiw2bCAjdPvAhXMCOwKHWO-DTkQFjABegQIAhAD&url=https%3A%2F%2Fwww.ohchr.org%2FDocuments%2FIssues%2FDefenders%2FDeclaration%2FDichiarazione_delle_NU_sui_Difensori_DU.pdf&usg=AOvVaw3HDFshYwSLhLf3RLh4-9SM

https://www.google.com/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=&cad=rja&uact=8&ved=2ahUKEwjVv-TijdPvAhUNjaQKHfQYD88QFjABegQIAxAD&url=https%3A%2F%2Fwww.ohchr.org%2FDocuments%2FIssues%2FDefenders%2FDeclaration%2FDichiarazione_delle_NU_sui_Difensori_DU.pdf&usg=AOvVaw3HDFshYwSLhLf3RLh4-9SM