Salute e virus dietro le sbarre

Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione, alle cure mediche e ai servizi sociali necessari

Art. 25 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo

Come ogni anno, il 7 aprile ricorre la Giornata mondiale della salute, istituita in occasione della fondazione dell’OMS (in inglese World Health Organisation, WHO), fondata il 22 luglio 1946 ed entrata in vigore il 7 aprile 1948, con sede a Ginevra.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità “è un istituto specializzato dell’ONU ed ha come obiettivo il raggiungimento da parte di tutte le popolazioni del livello più alto possibile di salute”.

World Health Organization

Nel suo famoso testo, Nemesi medica, Ivan Illich sottolinea l’importanza della centralità dell’ambiente nella definizione della salute, definendola come “un insieme di variabili che influenzano concretamente lo stato di salute di un soggetto, ben più di quanto possa fare lo sviluppo della medicina”. Le variabili cui faceva riferimento Illich sono ad esempio la disponibilità e varietà di cibo, la qualità dell’acqua e dell’aria e le disponibilità economiche che determinano le condizioni socio-politiche di un dato gruppo di individui.

L’ambiente carcere è caratterizzato da una serie di aspetti determinanti.

La sanità è un po’ scadente, o ha i suoi tempo che non sono quelli di fuori. e poi può essere anche un discorso psicologico, psicosomatico, anche l’aria che si respira, poi anche lì è soggettivo. Se fai tanti anni di galera, non è come se fossi stato in montagna”

Gruppo di detenuti che hanno partecipato ad un focus group sulla salute all’interno degli istituti penitenziari

Tra gli elementi che influenzano drasticamente la salute delle persone detenute, non dobbiamo far riferimento solamente alle pessime condizioni degli spazi, delle celle e degli spazi comuni, ma è importante soffermarsi anche su altre caratteristiche determinanti, connaturate all’istituzione penitenziaria: il sovraffollamento e l’elevato turnover dei detenuti in un contesto di coabitazione forzata.

L’8 gennaio 2013, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha condannato l’Italia “per trattamenti inumani e degradanti all’interno delle sue prigioni”. Tale sentenza ha permesso di attuare delle riforme “con l’obiettivo di innescare un percorso di riforme che ha consentito di invertire la rotta della progressiva affermazione del mass imprisonment”, come ad esempio far maggiormente ricorso alle misure alternative, sia in fase cautelare che esecutiva. Questo ha consentito nel 2015 di passare dai quasi 68.000 detenuti nel 2010, a 52.000.

Tuttavia, tale situazione è destinata ben presto a cambiare: nel 2018 i detenuti presenti nei 190 istituti penitenziari erano circa 58.000.

Istituto penitenziario italiano

Il 29 febbraio 2020 i detenuti presenti nelle carceri italiane erano 61.230. La capienza regolamentare era di 50.931 posti letto, ovvero 10.299 unità in meno.

Se un istituto, una sezione è costruita per 100 persone anche tutti gli spazi correlati, cosiddetti locali di servizio, sono strutturati per 100 persone. Se tu in quella zona ce ne metti 200 allora il sovraffollamento incide anche su tutto il resto e in questo momento a livello sanitario credo sia l’aspetto, almeno per me, più critico, perché comunque se la sanità investe risorse, investe operatori, però quello che noi non riusciamo a dargli sono spazi inadeguati

Direttore di un carcere italiano

Le paure legate alla mancata o ritardata gestione di un’emergenza sanitaria sono molto diffuse tra le persone detenute.

Da più testimonianze è emerso forte il timore di sentirsi male e di dover aspettare a lungo prima di poter essere soccorsi, senza la possibilità di uscire dal soffocante spazio della propria cella. Uno dei fattori di maggiore ansia per le persone, recluse è rappresentato dall’immobilismo forzato, che determina un significativo aumento di sofferenza

Daniela Ronco, insegnante di Sociologia della marginalità e della devianza

Dopo aver verificato la gravità e la velocità della diffusione globale dell’infezione da SARS-CoV.2, l’11 marzo 2020 l’OMS ha dichiarato che l’epidemia di COVID-19 può essere considerata una pandemia.

Così come in poche settimane questo virus letale si è moltiplicato e ha contagiato centinaia di migliaia di persone, con la stessa velocità sta amplificando esponenzialmente tutte le ingiustizie. Perché il virus non discrimina, i governi tendono a farlo

Amnesty International Italia

La pandemia da COVID-19 ha amplificato e fatto emergere ancora di più la situazione drammatica della salute all’interno degli istituti penitenziari italiani, salute che, stante l’Art.32 della Costituzione italiana, è un diritto fondamentale dell’individuo, nonché un interesse della collettività.

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge.

Art.32 Costituzione italiana

Il 2 aprile 2020 a Bologna è morta la prima persona detenuta a causa del COVID-19: aveva 76 anni e un quadro clinico compromesso.

Nello stesso mese, Salvatore Ingiulla, medico in servizio negli istituti penitenziari nel bresciano, Verzano e Canton Mombello, è morto dopo essere risultato positivo al virus.

Le malattie infettive in carcere sono un problema molto serio perché è difficile contenerle, sia per le condizioni igienico-sanitarie sia per la promiscuità. Ecco perché il sovraffollamento penitenziario in questo momento di emergenza sanitaria è un problema maggiore a cui bisogna dare delle risposte

Associazione Antigone

Al 22 novembre, il numero di detenuti/e positivi/e al COVID-19 erano 809 (di cui 27 sintomatici e 16 ospedalizzati), con già alcuni decessi registrati in varie regioni. Anche i contagi tra gli agenti e altri operatori penitenziari sono in continuo aumento, con 969 casi tra il personale amministrativo e dirigenziali e, in linea con l’andamento dei contagi generali, regione Lombardia resta la più colpita a livello nazionale anche per quanto riguarda le carceri.

Sempre a novembre 2020, erano 33 i bambini con meno di tre anni in carcere con le loro 31 madri: 2 di questi bambini sono risultati positivi al COVID-19.

Alla luce della situazione, è pertanto urgente che le autorità implementino al più presto soluzioni adeguate e praticabili che mettano al primo posto la tutela del diritto alla salute per la popolazione detenuta

Amnesty International Italia

Amnesty International Italia ha aderito all’iniziativa promossa dall’Associazione Antigone e da Anpi, Arci, Cgil, Gruppo Abele e alla lettera rivolta al governo e ai parlamentari della commissione giustizia di Camera e Senato, supportata anche da Acat, Ristretti, Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia.

Le misure proposte sono le seguenti: la riduzione dell’affollamento e delle presenze numeriche in carcere, la riduzione dell’isolamento dei detenuti e la prevenzione del contagio e il sostegno allo staff penitenziario.

La salute è un diritto universale che deve essere garantito anche a chi non ha assistenza sanitaria adeguata, anche a chi non ha una casa, anche a chi vive in condizioni di precarietà. Solo se ci prenderemo cura di tutti, nessuno escluso, usciremo da questa pandemia e saremo più forti di domani

Amnesty International Italia

Charlotte, attivista del gruppo 028 di Amnesty Brescia

Fonti

https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2

http://www.salute.gov.it/portale/rapportiInternazionali/menuContenutoRapportiInternazionali.jsp?lingua=italiano&area=rapporti&menu=mondiale

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Organizzazione_mondiale_della_sanit%C3%A0

Preoccupazione di Amnesty International Italia per la situazione esplosiva nelle carceri italiane – Amnesty International Italia

https://www.google.com/amp/s/amp.giornaledibrescia.it/brescia-e-hinterland/coronavirus-morto-un-medico-di-verziano-e-canton-mombello-1.3471695

Ronco D. (2018). Cura sotto controllo. Roma: Carocci editore

http://www.antigone.it/upload2/uploads/docs/Propostefase2.pdf

senato.it – La Costituzione – Articolo 32