Il progetto EDU

Si legge, nella Convenzione internazionale sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza:

Il minore ha il diritto alla libertà di espressione. Questo diritto comprende la libertà di ricercare, di ricevere e di divulgare informazioni e idee di ogni specie, indipendentemente dalle frontiere, sotto forma orale, scritta, stampata o artistica, o con altro mezzo a scelta del minore

Art.13 della Convenzione internazionale sui Diritti dell’Infanza e dell’Adolescenza

L’esercizio di questo diritto può essere regolamentato unicamente dalle limitazioni stabilite dalla legge e che sono necessarie: al rispetto dei diritti e della reputazione altrui, oppure alla salvaguardia della sicurezza nazionale, dell’ordine pubblico, della salute o della moralità pubbliche.

Art.13 della Convenzione internazionale sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza

Il progetto EDU, ovvero il progetto per l’Educazione ai Diritti Umani, è un’attività dei gruppi di Amnesty International, volta ad avvicinarsi ai ragazzi delle scuole, da quelle primarie a quelle secondarie di secondo grado.

Progetto scuole amiche dei diritti umani di Amnesty International

Attivisti di Amnesty International vengono solitamente contattati dalle scuole o da singoli insegnanti per recarsi in loco (quando era ancora possibile prima della pandemia) o collegarsi online alle classi o alla classe e presentare un tentativo di sensibilizzazione a quelli che sono temi cari ad Amnesty International, ovvero i Diritti Umani.

Talvolta si tratta di attività o giochi proposti agli studenti, calibrati in base alla loro età e ad altri fattori (il luogo ospitante che si può prestare o meno a una determinata attività, il numero degli allievi ecc.), altre volte si tratta di spiegazioni su argomenti generici (cos’è Amnesty International, la sua storia, di cosa si occupa) o specifici (spesso richiesti dai professori).

Molto dipende dalla preparazione dei ragazzi coinvolti per cui è indispensabile un lavoro pregresso dei docenti e dall’età e dal numero degli allievi, ma l’obiettivo, il fine, che gli attivisti preposti si prefissano è quello, fondamentale, della sensibilizzazione.

Il progetto EDU non ha lo scopo di tenere una lezione didattica e didascalica agli studenti, in quanto si tratterebbe di nozionismi meno avvincenti e facilmente reperibili altrove, così come dimenticabili; il fine ultimo è quello di portare qualcosa a loro e di avere un ritorno sulle impressioni, sulle idee, su ciò che hanno appreso o capito.

Educazione ai diritti umani significa:

  • educare SUI diritti umani, facilitando l’accesso alla conoscenza e alla comprensione delle norme e dei principi relativi ai diritti umani, dei valori che sono alla loro base e dei meccanismi per la loro tutela;

  • educare ATTRAVERSO i diritti umani, prevedendo l’apprendimento e l’insegnamento in una modalità che rispetti sia i diritti dell’educatore che quelli di chi apprende;

  • educare PER i diritti umani, fornendo alle persone gli strumenti necessari per godere ed esercitare i propri diritti, nonché per rispettare e difendere i diritti degli altri.

Educare ai diritti umani con Amnesty International

Nella mia esperienza ho imparato l’importanza della sensibilizzazione per i bambini e per i ragazzi ai quali mi sono approcciata.

Sebbene possa ricoprire un ruolo fondamentale anche l’approfondimento di alcune nozioni di base e di taluni argomenti maggiormente specifici, questi ricoprono una porzione di conoscenze che normalmente vengono dimenticate in fretta o che possono, in tal caso, essere reperite in parziale o totale autonomia.

Instillare invece qualcosa che non è possibile leggere o imparare in nessun modo, portare la propria esperienza, raccontare del vissuto personale come attivista e lasciare spazio alla curiosità degli studenti, invitarli a fare domande, a parlare, anche a dissentire, lasciando spazio anche a chi magari non è interessato alla tematica e permettergli di esprimersi, questo può fare davvero, a mio avviso, una differenza.

Che si tratti di lasciare un ricordo piacevole agli alunni, di incuriosirli, di averli ascoltati attentamente mentre erano liberi di esprimersi, di essersi divertiti, tutto questo penso racchiuda il significato di occuparsi del progetto EDU.

Eleonora, attivista del gruppo 028 di Amnesty Brescia

Fonti

https://www.google.com/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=&cad=rja&uact=8&ved=2ahUKEwjm4_utiu3vAhVD-6QKHX09AdYQFjAAegQIAhAD&url=https%3A%2F%2Fwww.unicef.it%2Fconvenzione-diritti-infanzia%2F&usg=AOvVaw3iSca0D4RG4JKa0x1VXThI

https://www.google.com/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=&cad=rja&uact=8&ved=2ahUKEwiEv6f7iu3vAhX5JMUKHXrVDqsQFjAAegQIBRAD&url=https%3A%2F%2Fwww.amnesty.it%2Fentra-in-azione%2Fprogetti-educativi%2F&usg=AOvVaw0B0X1jD0xpYmXiEllLRt8O