Testimoni di Geova perseguitati

Felici quelli che vengono perseguitati a motivo della giustizia, perché a loro appartiene il Regno dei cieli

Questa frase attribuita a Gesù di Nazareth (in Matteo 5:10), può essere intesa in vari modi, ma sicuramente riflette una situazione piuttosto comune nei cristiani dei primi secoli.

Anche al giorno d’oggi nel mondo i cristiani sono perseguitati, ma i testimoni di Geova lo sono anche in paesi e per motivi che non riguardano gli altri cristiani. Ad esempio esattamente 4 anni fa, il 20 aprile 2017, la Corte Suprema Russa ha messo al bando le attività dei testimoni di Geova. Questo articolo intende cogliere l’occasione di tale ricorrenza per portare l’attenzione sulla persecuzione che i testimoni di Geova continuano a subire in Russia, non dimenticando nelle altre parti del mondo.

Chi sono i testimoni di Geova?

Prima di cominciare a parlare nel dettaglio delle persecuzioni dei testimoni di Geova, è forse opportuno un piccolo inciso per approfondire chi sono, cosa fanno e cosa credono i testimoni di Geova.

I testimoni di Geova nascono intorno al 1870 in America sotto il nome di “studenti biblici”. Trovo che tale primo nome sia molto appropriato per descriverli tutt’oggi. Infatti l’occupazione principale dei testimoni di Geova è lo studio della Bibbia, l’insegnamento e la predicazione di essa ad altri non testimoni di Geova.

Torniamo però al nome attuale dei testimoni di Geova e poniamoci la domanda: chi è Geova? Geova è una possibile italianizzazione del nome proprio di Dio, corrispondente al tetragramma ebraico YHWH, che compare di fatto nei manoscritti originali della Bibbia per migliaia di volte, ma che praticamente tutte le traduzioni moderne, tranne quella dei testimoni di Geova, sostituiscono col titolo “Signore”.

Le persecuzioni dei testimoni di Geova

Sin dalla loro nascita i testimoni di Geova sono stati perseguitati in tutto il mondo. I motivi sono diversi. Ad esempio per pratiche come il rifiuto di prestare servizio militare, il rifiuto di dare il saluto alla bandiera o a Hitler…

In Unione Sovietica già Stalin nel 1951 li aveva esiliati; Krusciov li aveva mandati in “campi di rieducazione”. Con la caduta del regime comunista, nel 1991 i testimoni di Geova furono registrati legalmente in Russia. Dal 2009 in Russia cominciò però di nuovo a rinnovarsi la persecuzione. Furono dichiarate estremiste alcune loro pubblicazioni e fu sciolta l’associazione locale dei testimoni di Geova a Taganrog.

Negli anni successivi la repressione crebbe in maniera più o meno velata fino a che il 20 aprile 2017 la Corte suprema russa ha messo al bando i testimoni di Geova sostenendo che sono un’organizzazione estremista. Questo significa che il centro amministrativo e tutte le 395 organizzazioni regionali dei testimoni di Geova sono state sottoposte a liquidazione e la loro proprietà è stata presa dallo stato. Inoltre coloro che continuano a manifestare la loro fede come testimoni di Geova, ad esempio partecipando al culto, alla predicazione e la raccolta di fondi, sono sottoposti a procedimenti penali e possono essere imprigionati fino a 12 anni.

Nel giro di ore dalla decisione della corte cominciò un’ondata di attacchi alle proprietà dei testimoni di Geova da parte di vandali, antagonisti dei testimoni di Geova e sconosciuti.

Come conseguenza della decisione della Corte suprema, stando ai numeri che danno i testimoni di Geova stessi, alla fine del 2019 c’erano 18 testimoni detenuti, 25 agli arresti domiciliari, 300 condannati, 103 rilasciati dalla prigione, 746 case perquisite.

Oltre che verso le persone, la persecuzione si è avventata anche verso il loro libro: la Traduzione del Nuovo Mondo, la traduzione dei testimoni di Geova della Bibbia in lingua russa, è stata dichiarata “estremista” ed è stata proibita da una decisione del tribunale di Vyborg.

Prima dichiarazione Amnesty

L’11 maggio 2017 Amnesty International ha rilasciato una dichiarazione pubblica, secondo cui la decisione della Corte suprema è:

Un deprecabile passo indietro verso la politica religiosa repressiva del passato. Amnesty International considererà ogni testimone di Geova imprigionato per continuare a praticare la sua fede un prigioniero di coscienza e richiederà il suo rilascio immediato e incondizionato

Nella dichiarazione si legge anche che Amnesty riconosce ai testimoni di Geova che:

Basano le loro credenze sulla Bibbia e non fanno uso ne auspicano la violenza di alcun tipo

Infine, Amnesty esprime preoccupazione che in Russia la legislazione anti-estremismo sia usata scorrettamente per impedire alle persone di esercitare la loro libertà di religione.

Seconda dichiarazione Amnesty

Il 25 febbraio 2019 Amnesty International ha rilasciato un’altra dichiarazione pubblica. In essa riportava di aver intervistato e esaminato testimonianze scritte di diversi individui che dichiarano di essere stati soggetti a tortura e altri maltrattamenti da parte delle forze dell’ordine in occasione di perquisizioni di oltre 20 case a Surgut il 15 febbraio 2019. Amnesty chiede anche che le autorità russe investighino effettivamente le torture contro i testimoni di Geova.

Azioni di Amnesty e dei testimoni di Geova

Negli scorsi anni, i testimoni di Geova di tutto il mondo si sono impegnati a scrivere milioni di lettere alle istituzioni russe chiedendo il rilascio dei loro fratelli di fede in Russia. Questa è un’ attività simile a quella che facciamo sempre come Amnesty International invitando a firmare i nostri appelli. Ad esempio nel febbraio 2019 Amnesty ha emesso un appello per tre testimoni di Geova in Russia sotto rischio di tortura, chiedendone la liberazione e la protezione dalla tortura.

Inoltre i testimoni di Geova hanno dei comitati appositi che si prendono cura dei loro fratelli di fede in carcere, sostenendoli e visitandoli regolarmente. Oltre a tale assistenza organizzata con sostegno legale, visite, doni ecc., ognuno può prendere iniziativa personale per dare incoraggiamento ai testimoni di Geova in Russia, detenuti e non. Ad esempio il prigioniero Dennis Christensen:

Ho ricevuto centinaia di disegni e bigliettini da compagni di fede che si trovano in Russia e in altri paesi e che gli hanno voluto esprimere il loro amorevole sostegno. All’udienza del 30 ottobre (2018) ho mostrato dal vetro della cella degli imputati alcuni disegni e bigliettini che dei bambini mi avevano mandato, così che chi era venuto per sostenermi potesse vederli

Anche questo genere di azioni è un importante punto di somiglianza con le attività di Amnesty. Amnesty nasce come movimento di persone che vogliono scrivere lettere di supporto ai prigionieri di coscienza e, per anni, è stato solo questo.

Fino agli anni ‘70 ad ogni gruppo locale venivano assegnati 3 prigionieri di coscienza a cui scrivere (“il Gruppo dei 3”) e che sarebbero stati il centro della loro attività ed attenzione.

I testimoni di Geova non sono privi di aspetti che a molti potrebbero apparire molto controversi, se non addirittura “oscuri”; ma ogni religione, sistema di pensiero, organizzazione, ecc. non è mai priva di aspetti problematici. La libertà di religione è importante, oltre che per se stessa come ogni diritto umano, forse perché, se è vero quello che sostengono alcuni come la studiosa Micheline Ishay, le religioni contengono elementi umanitari e nella storia hanno dato un contributo positivo all’evoluzione dei diritti umani.

Daniele, attivista del gruppo 028 di Amnesty Brescia

Fonti

Nella Traduzione del Nuovo Mondo (2017) dei testimoni di Geova.

Per ulteriori approfondimenti su perché i testimoni di Geova si chiamano così, rimando alla lezione 2 del loro opuscolo “Chi sta facendo la volontà di Geova oggi?” al link seguente: https://www.jw.org/it/biblioteca-digitale/libri/volontà-di-geova/perché-ci-chiamiamo-testimoni-geova/

https://www.jw.org/it/biblioteca-digitale/video/#it/mediaitems/VODOrgHistory/pub-fmo_x_VIDEO

https://www.jw.org/it/news/sviluppi-legali-diritti-umani/sviluppi-legali-per-area-geografica/russia/in-prigione-russia-infografica/

https://www.jw.org/it/news/sviluppi-legali-diritti-umani/sviluppi-legali-per-area-geografica/russia/russia-dichiara-bibbia-estremista/

https://www.amnesty.org/en/documents/eur46/6229/2017/en/

https://www.amnesty.org/en/documents/eur46/9922/2019/en/

https://www.jw.org/it/news/jw-news/area-geografica/dal-mondo/campagna-mondiale-lettere-dimostra-unita/

https://www.amnesty.org/en/documents/eur46/9943/2019/en/

https://www.jw.org/it/news/jw-news/area-geografica/russia/dennis-christensen-sostegno-internazionale-20181129/

M. Ishay, “History of human rights: from ancient times to the globalization era”